I QUINTERNIONI
Nella trascrizione di Gaetano Capasso in:
Afragola. Origine, vicende e sviluppo di un “casale” napoletano,
Athena Mediterranea Editrice, Napoli, 1974.

S. Arcangelo, p. 209
Fonte: Archivio di Stato di Napoli, Quinternioni, Repertorio Terra di Lavoro e Molise, sec. XV-XVI; fol. 199. (Sancti Arcangeli Casale)

In anno 1419 lo detto Casale di Santo Arcangelo se possedeva per Francesco Barrile come appare In Archivio regiae Siclae Reginae Ioannae 2ae dicti Anni. Ut in registro regine Ioanne 2ae signato 1419 et 1420, fol. 183 et a tergo.

Nell’anno 1419 il detto Casale di Sant’Arcangelo era posseduto da Francesco Barrile come appare nell’Archivio Regiae Siclae della Regina Giovanna II del detto anno. Come nel registro della Regina Giovanna II segnato 1419 et 1420, foglio 183 e a tergo.

In anno 1442 Re Alfonso concede alla Università di Santa Maria alias Lucera delli saracini molti Capituli, et tra l’altri ce n’è uno per lo quale domanda detta Università, che se confirmi ad Antonello Brancazo la portione et tenuta del casale di Santo Arcangelo, et la gabella di Santo Paolo de Napoli, lo quale casale in pertinentiarum Averse dice tenerlo per causa delle dote di sua moglie, o’ vero farli dare li danari che sopra quello ci have. Placet. Come appare In Quinternionum primo fol. VI .

Nell’anno 1442 Re Alfonso concede alla Università di Santa Maria alias Lucera dei saracini molti Capitoli, e tra gli altri ce n’è uno per il quale detta Università domanda che si confermi ad Antonello Brancaccio la porzione e tenuta del casale di Sant’Arcangelo, e la gabella di Santo Paolo di Napoli, il quale casale nelle pertinenze di Averse dice di possederlo per causa della dote di sua moglie, oppure di fargli dare i danari che sopra quello ci ha. Si acconsente. Come appare nel Registro dei Quinternioni I, foglio 6.